Biagio Antonacci nasce a Milano nel 1963. Cresce a Rozzano, alla periferia di Milano, nelle strade del suo quartiere, ma ben presto si appassiona alla musica. Suona la batteria sin da giovanissimo e, anche se si applica per il suo diploma da geometra, non smette un attimo di pensare alla musica: "Quando ero giovane la sera prima di addormentarmi pensavo sempre alla musica, perché sapevo di essere portato per fare quello". Scrive canzoni e frequenta l'ambiente discografico milanese fino a quando, nel 1989, ottiene il suo primo contratto discografico. Di quell'anno è il suo primo album,Sono cose che capitano, che contiene un brano che gli permette di non passare inosservato. Si intitola "Fiore", e c'è chi telefona in radio chiedendo di poterlo ascoltare. "Sono cose che capitano è l'album dell'ingenuità: per realizzarlo, non avendo ancora le idee chiare, mi sono fatto consigliare dagli altri. Se lo riguardo oggi penso che era un album molto naïf ma anche molto sofferto, perché, di fatto, stavo lottando per fare il musicista". Quello con le radio si avvia a diventare un rapporto molto importante per Biagio.  Nel 1991 pubblica Adagio Biagio.
 
Nel 1991 pubblica Adagio Biagio.L'album permette all'artista milanese di farsi conoscere dal grande pubblico e non solo: "E' il disco in cui avevo capito che dovevo essere me stesso, ma non ero ancora pronto per riuscirci. Credo che fosse un disco straordinario, completamente libero per mentalità, nella scelta dei suoni, nei testi. Potrebbe essere un buon disco oggi, ma forse 7 anni fa era un po' presto per poter pretendere dei risultati. E' il disco del Biagio che aveva capito cosa fare, ma che non se lo poteva permettere". Bisogna aspettare soltanto un anno, comunque, per assistere al primo grande successo di Biagio Antonacci: si tratta del brano Liberatemi, che gira l'estate con il Festivalbar e promuove un album che porta lo stesso titolo. Prodotto da Mauro Malavasi, arrangiatore e produttore che è dietro il successo di personaggi come Lucio Dalla e Luca Carboni, Liberatemi finisce per vendere 150 mila copie e per sancire l'importanza di Biagio Antonacci nella scena pop italiana.
 
"E' l'album delle canzoni più centrate dal punto di vista della comunicazione, visto che "Liberatemi" è stato il mio primo grande successo e che ci sono brani come "Alessandra" e "Come siamo tanti al mondo". Per il resto c'era un Biagio a metà, che si spartiva le decisioni con un arrangiatore importante come Mauro Malavasi. Credo che sia stato un giusto compromesso tra lo spirito del ragazzo che doveva dimostrare di poter ancora fare dei dischi. Un album realizzato in equilibrio perfetto tra cantante e arrangiatore". Accanto alla musica, Biagio trova comunque il modo di dedicarsi ad un'altra grande passione, quella del calcio (è un grande tifoso dell'Inter). Tornando alla musica, nel 1993 Biagio ottiene un grande successo di critica e di pubblico presentando al Festival di Sanremo la canzone "Non so più a chi credere"; quello stesso anno gira l'Italia con un tour molto applaudito.
 
Per un nuovo album, però, bisogna aspettare fino al 1994, anno in cui esce Biagio Antonacci: ancora prodotto da Mauro Malavasi; il disco è composto da 13 canzoni tra cui "Non è mai stato subito" e "Se io se lei" e vende 300 mila copie: "E' un album come il precedente, dal punto di vista concettuale, ma che finisce per fare un passo avanti. Biagio Antonacci ha visto molti provini finire direttamente sul disco, a sottolineare il fatto che sapevamo cosa fare sin da subito. E' l'album della conferma, ma amplificata". Nuovo tour di successo, e poi ancora in sala di registrazione, chiuso a lavorare per un nuovo album: a Biagio piace così.
 
Nell'autunno del 1996 esce Il Mucchio, dove Antonacci figura non solo come autore e interprete, ma anche come produttore, insieme a Fabio Coppini.'album contiene 13 brani di cui uno, "Happy family", scritto a quattro mani con Luca Carboni. Il primo singolo si intitola "Se è vero che ci sei" e tra i musicisti figura nientemeno che il batterista dei Simple Minds Mel Gaynor. "Per questo disco ho deciso di fare da solo, insieme però a Fabio Coppini. E' il disco dell'azzardo, quello di arrangiare da solo, ma confidando sulla validità delle canzoni. Sento che Il Mucchio è il primo disco del quale sono quasi totalmente responsabile".
 

Nella primavera del 1998, arriva nei negozi Mi fai stare bene, il sesto album di Biagio Antonacci, prodotto interamente da lui. "Il titolo esprime...quello che sento quando ascolto queste canzoni. E' un album che mette in primo piano l'energia, una forza che esce dalle canzoni e arriva prima di qualsiasi altra cosa. Sono canzoni che mi fanno sentire meglio ogni volta che le ascolto". Arrangiato dallo stesso Biagio insieme a Stefano De Maio, l'album è stato registrato nell'ormai famoso studio Esagono di Rubiera (RE) in 65 giorni di sala, precisamente dal 28 febbraio al 5 maggio 1998. Mi fai stare bene è un album diverso dal precedente Il Mucchio, un disco che privilegiava sonorità e ambientazioni rock. Qui siamo piuttosto in presenza di un autoritratto di Biagio Antonacci a 360°, visto che le naturali inclinazioni rock convivono egregiamente con i momenti pop, con le ballad e con riferimenti musicali quanto mai eterogenei. Biagio convive serenamente con il mondo esterno, e ha ormai la sicurezza per considerarsi originale al punto tale da potersi permettere di mettere in mostra, quando è il caso, i suoi punti di riferimento, che poi sono i grandi amori musicali dell'adolescenza. Nessuna citazione gratuita, comunque, visto che il disco è il più profondamente personale che Biagio abbia fatto, soprattutto dal punto di vista della scrittura dei brani. E' un album che nasce dalle parole, da una serie di pagine e poesie che poi sono diventate canzoni sposandosi alle melodie che Biagio sforna a getto continuo. Il suono è stato pensato dopo, quando le canzoni erano ormai finite, cercando di valorizzare ogni singola nota, ogni singolo passaggio con arrangiamenti semplici e funzionali. E' un disco più sicuro dei precedenti, ma non presuntuoso: Biagio arriva alla produzione dopo 10 anni passati nella musica, con la convinzione di aver ormai messo da parte un bagaglio sufficiente a permettergli di avere le idee chiare sul da farsi. E i risultati gli danno ragione, visto che Mi fai stare bene è sicuramente il suo album più 'naturale', il più credibile in termini di rapporto tra canzoni e arrangiamenti. Suonato tutto dal vivo, con strumentazione analogica, nella tipica formazione basso, chitarra (o chitarre), batteria e tastiere, il nuovo album di Biagio Antonacci mette da parte campionamenti, sequencer e sintetizzatori per concentrarsi su quella strana e primordiale magia che si instaura in sala di registrazione quando un cantante si esibisce contemporaneamente al proprio gruppo, quando non esistono delle basi ma soltanto una forte energia e complicità 'live' che - grazie a un ottimo fonico! - diventano poi un disco. La band è una sorpresa, e non solo perché non ci sono sessionman di lusso. A suonare su Mi fai stare bene c'è un gruppo ridotto all'essenziale, composto da Gabriele Fersini alle chitarre elettriche ("E' uno dei migliori chitarristi elettrici in circolazione", dice di lui Biagio, "giovane e appassionato, ha un tocco e un controllo veramente impressionanti!"), Alessandro 'magher' Magri alle tastiere, Cristiano Dalla Pellegrina alla batteria e percussioni e Mattia Bigia al basso. Proprio questi ultimi due costituiscono la sorpresa di cui si parlava sopra, visto che Cristiano a Mattia costituiscono la sezione ritmica di uno dei principali gruppi metal italiani, gli Extrema. Un'accoppiata che potrebbe stupire, quella tra due mondi così distanti tra loro, ma soltanto fino a quando non si abbia ascoltato il disco. Mi fai stare bene è un album dalla ritmica eccezionale, capace di valorizzare ogni singolo brano con creatività ma senza mai uscire dal seminato o esagerare. Merito dell'esperienza accumulata dai due musicisti nel corso degli anni, ma anche dell'apertura mentale e musicale di Biagio e Stefano, che hanno dato loro carta bianca senza limitarne il lavoro con dei canoni pop stabiliti a priori. Mi fai stare bene nasce all'insegna della serenità, a partire dalla sala di registrazione: e finisce per essere il ritratto dello stato d'animo solare e positivo di Biagio. Uno stato d'animo che viene rappresentato anche dalla foto di copertina scelta per illustrare l'album...lo straordinario successo di Mi fai stare bene testimonia che il corso intrapreso da Biagio è quello giusto, recepito non solo dal suo pubblico di sempre, ma da una stragrande maggioranza che fino a quel momento non aveva mai acquistato un suo album (lo provano i due anni in classifica, i cinque singoli estratti e le 700.000 copie vendute che ne fanno un best seller in assoluto degli ultimi anni).
 

Tutto ciò spinge Biagio a guardarsi indietro e riscoprire canzoni a cui, nel tempo, il pubblico ha dedicato affetto e passione e che lui stesso sente di dover riproporre in veste nuova, esaltando sonorità e sensazioni, facendosi guidare dall'istinto e dall'ispirazione. Ecco come nasce Tra le mie canzoni sorta di raccolta fra vecchio e nuovo con qualche sorpresa.  Nel 2001 dopo tre anni e mezzo dal suo ultimo album di inediti.

 
Nel 2001 dopo tre anni e mezzo dal suo ultimo album di inediti.Biagio Antonacci torna con un nuovo disco intitolato 9/NOV/2001. 9/NOV/2001 è un album che non vuole fare un esame della società, ma che parla di sogni, di stati d’animo, di amore, di sentimenti e di tutto ciò che oggi è abbandonato, emarginato, dimenticato. Un disco che ha un suo valore sociale, perché esprime la bellezza, ma anche la grande difficoltà a manifestare ed analizzare i sentimenti in un momento in cui l’unica vera rivoluzione è l’amore. Nello stesso anno Biagio Antonacci riceve il Premio Lunezia per il testo "Le cose che hai amato di più". Il patron della manifestazione Stefano De Martino, premiando l'opera ha dichiarato: "Biagio fa la rivoluzione con i sentimenti. E ci insegna che il passato non deve mai fermarci, che la memoria, i ricordi, sono soltanto un punto di partenza. Non c'è retorica nelle sue parole, ma solo la grande lezione dei cantautori che parlano d'amore, come Gino Paoli e Luigi Tenco del quale Antonacci può ereditare lo spirito libero".
 

 

 

 

 

 

E siamo qui nel 2004 ilnuovo album Intitolato " Convivendo ". E' un Album innovativo...diviso in due parti dove Biagio Antonacci affida il suo nuovo teorema sull'amore alla forza evocativa e poetica delle sedici canzoni del nuovo album "Convivendo" - il primo CD a puntate della discografia italiana - che lo stesso Biagio ha fortemente voluto dividere in due dischi separati. L’album “Convivendo parte 1” contiene le prime otto canzoni: sette composizioni inedite più una versione poetica e struggente del brano “Il fiume dei profumi” che Antonacci ha scritto nel 1992 per Mia Martini. Biagio ha inciso questo pezzo (la storia di un soldato americano in Vietnam che scrive alla sua amata) perché affronta un tema che dopo oltre dieci anni è ancora di triste attualità per i troppi conflitti sparsi nel mondo. E anche per rendere omaggio alla grande Mia Martini e ringraziarla per la fortuna che gli ha portato…
«Ho un bellissimo ricordo del giorno in cui è venuta a casa nostra: mia madre era emozionantissima, ma lei si è comportata con estrema semplicità e cortesia, facendomi i complimenti per il brano “Danza sul mio petto” e chiedendomi di scrivere una canzone per lei. Ho composto “Il fiume dei profumi” alla vigilia di Natale del 1991: un mese dopo è uscito l’album “Liberatemi”, che è stato il mio primo grande successo. Mia Martini mi ha portato tanta fortuna e io voglio ricordarla facendo ascoltare la sua canzone così com’è nata quella notte: nella versione pianoforte e voce».

L'estate e il Festivalbar premiano "Convivendo parte 1" come miglior album dell'anno. Il tuor che segue è una serie di "tutto esaurito".

Il disco "Resta in ascolto" (2004) di Laura Pausini contiene il brano "Vivimi", parole e musica di Biagio Antonacci. Nell'occasione, parlando del suo futuro, Biagio ha dichiarato: "Ho tanti sogni. Uno dei più ricorrenti è quello di incidere con Laura Pausini un disco a due, come hanno fatto Mina e Celentano."

Dopo il successo di Convivendo parte 1, uscito il 19 marzo 2004, che ha venduto ad oggi 500.000 copie, Biagio conclude il suo progetto – il primo cd a puntate della discografia italiana – con l’uscita di Convivendo parte 2.

L’esperimento, fortemente voluto dallo stesso Biagio sia per ragioni di affetto verso le proprie composizioni e il pubblico – che possono conoscersi più approfonditamente per poi amarsi totalmente – sia per combattere la pirateria muiscale, ha visto l’uscita delle 16 canzoni di Convivendo, in due cd di 8 canzoni inedite e una traccia rom ciascuno, al prezzo consigliato di 10,90 euro.

I brani di Convivendo parte 2 riprendono il tema dominante della prima parte, a cominciare dal testo del breve intro che apre l’ascolto del cd e che recita così: “Convivendo. La mia parte peggiore si miscela con la tua migliore... Il mio peggior difetto può far diventare te migliore... Il nostro letto, una partenza e mai un arrivo... Un bagno, attesa e libertà... Un vieni anche tu, un sì o un no sincero... Senza dover temere offesa o delusione. Siamo nati da condivisione e, credo, ne moriremo privi”.

Antonacci firma il disco come autore delle canzoni (testi e musiche), come produttore artistico assieme a Steve De Maio e come arrangiatore in collaborazione sempre con De Maio e con Saverio Lanza. Anche Convivendo parte 2, è stato registrato interamente nella casa di Biagio a Bologna: «Avevo bisogno di calore e rumore, non volevo orari e vincoli. Abbiamo, io e Stefano, cercato di modellare una cornice sottile intorno alle canzoni, mai invadente e mai frettolosa. Saverio ha suonato la maggior parte degli strumenti con la forma istintiva di sempre. Io sono tornato alla batteria e alla relativa programmazione».

Questo progetto discografico ottiene numerosi riconoscimenti anche negli anni successivi:
• Premio
World's Best-Selling Italian Male Artist (Artista maschile con più dischi venduti in Italia) ai World Music Awards 2005 consegnato il 31 Agosto 2005, al Kodak Theatre di Hollywood - Los Angeles - CALIFORNIA (U.S.A.)

1° Posto nella Classifica annuale 2005 dei dischi più venduti - Top of The
Music - Classifica Ufficiale Annuale ACNiesen
- diramata in data 9/01/2006 - per “Convivendo Parte 2” come disco più venduto in Italia nell’anno 2005

• Telegatto 2006 per il Miglior Disco.
In questa edizione Biagio Antonacci è stato l’unico artista musicale ad essere candidato in tutte e tre le sezioni della categoria musica: Miglior Disco, Miglior Cantante e Miglior Tournée.

Passano due anni e nel marzo 2007 esce il suo nuovo album
VICKY LOVE.
Un album inconsueto, ricco di emozioni che spicca nella produzione musicale dell’artista. Insolite ed eterogenee le contaminazioni musicali di questo CD spaziano dall’evocazione di atmosfere tzigane con i loro ritmi accattivanti e sensuali al ritmo più aggressivo del pop e del rock alle tradizionali melodie raffinate, romantiche e cantabili di Biagio Antonacci.

Il CD che contiene 11 brani inediti:
E' Soffocamento, Lascia Stare, C'è silenzio, Sognami, L'Impossibile, Coccinella, Vicky Love, Non sei più qui, Giù le mani capo, Non eri tu, A volte, è firmato dall’artista come autore di testi e musica delle canzoni ed è interamente registrato nella casa di Bologna di Biagio

 

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